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Europa sotto processo 

Europa sotto processo

L’Unione Europea alla sbarra come un qualunque imputato. La giuria deciderà di condannarla o di assolverla? Prima del verdetto la parola passerà agli studenti della difesa e dell’accusa, che hanno analizzato in classe il cammino dell’Ue e sono pronti a rimettersi alla clemenza della corte. Il “Processo all’Europa” è fissato per mercoledì 12 aprile alle 11.15 in aula magna. Alla fine della seduta la sentenza.

Ormai nel lontano 1957, a 60 anni esatti da oggi, la nostra capitale fu il luogo dove il sogno di un’Europa unita cominciò  a concretizzarsi. Il 25 Marzo vennero siglati i trattati di Roma, il primo tentativo riuscito da parte delle principali potenze continentali di dare vita al super-stato che è – o che dovrebbe essere – l’Unione Europea.

Francia, Italia, Germania e i paesi del Benelux ovvero Belgio, Olanda e Lussemburgo si riunirono con l’obiettivo di facilitare anzitutto gli scambi di prodotti e servizi tra le nazioni europee ampliando il mercato, ma soprattutto di unificare questi stessi paesi e creare forti legami tra i loro popoli. Furono aboliti i dazi doganali, rimpiazzati da tariffe standard per ogni stato, furono istituiti l’odierna Bce, la Banca centrale europea, e un fondo sociale europeo per agevolare l’espansione della Comunità economica.

Tuttavia l’Ue che oggi possiamo osservare è molto lontana dai sogni e dalle speranze dei sottoscrittori del trattato, che ritenevano fondamentale  questa “unione”, tanto da impegnarsi in forma scritta ad agevolare in ogni modo i legami tra i popoli. Un’Europa unita in cui tutte le nazioni procedono di pari passo è ormai vista come un’utopia, ma come siamo arrivati a questo? Molti fattori hanno sicuramente creato situazioni di dissenso e incomprensione tra i capi e i popoli delle nazioni europee, portandole a prendere decisioni contrastanti, tuttavia possiamo identificare alcuni avvenimenti come le principali cause del “fallimento” del progetto “Europa Unita”. Tra tutti spicca il Trattato di Maastricht, il primo vero grande scivolone della comunità Europea nel tentativo di creare una sola Europa sul fronte monetario, militare e diplomatico perché mai applicato fino in fondo e il fallimento della Costituzione del 2004, causato dalla ferrea opposizione di Francia, Olanda e Gran Bretagna che, grazie a vari referendum e strategie diplomatiche, sono riuscite a bloccare e svuotare di significato quest’iniziativa. Più di recente hanno avuto un impatto negativo l’allargamento indiscriminato della casa europea, con l’inclusione di paesi che non condividono appieno il progetto federale, e la crisi dei migranti, che ha messo in luce egoismi nazionali e fatto tornare di moda muri e confini. Dopo lunghi anni di lavori e iniziative, nonostante i numerosi miglioramenti in ambito finanziario, economico e commerciale, la percezione di un’identità europea non è ancora ben radicata nel singolo cittadino, che tende a identificarsi come appartenente a una nazione e non a un unico popolo europeo. Il cammino verso una reale federazione è ancora lungo.

Enrico Macchi

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