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Il punto di vista di un DSA

Il punto di vista di un DSA

Leggere, scrivere e calcolare sono atti così semplici e automatici che risulta complesso comprendere le difficoltà che riscontrano i ragazzi dislessici. Spesso essi vengono erroneamente considerati svogliati tanto che si arriva facilmente al giudizio sintetico, ma inopportuno: “E’ intelligente ma non si applica”.

Dalla mia personale esperienza di studente con una forma di dislessia non troppo marcata, posso testimoniare di come possa essere faticoso per un alunno DSA svolgere attività che risultano semplici a molti. Ho sempre avuto una particolare difficoltà nella lettura e nella scrittura (non riconosciuta alle elementari) ma che sono sempre riuscito a compensare con una certa costanza nello studio. Proprio per questo ad oggi vengo considerato, da alcune persone, come uno studente che non ha reali difficoltà, le quali, invece, in alcuni ambiti come la lettura ad alta voce e la scrittura sono ancora visibili e presenti.

Durante la mia esperienza di studente mi sono spesso sentito dire che nel mondo reale non ci sono verifiche semplificate e questo non lo nego, infatti laddove posso provo a raggiungere i livelli degli altri. Quanto detto non vuole essere una critica nei confronti dei DSA che non riescono a gestire il problema, perché a volte è davvero complicato imparare a convivere con tale “disturbo”. Bisogna, però sfruttare la propria intelligenza per ricavare quelle risorse che ognuno di noi ha dentro di sé e che servono per superare o ridimensionare le difficoltà. L’impegno costante di certo non può non essere utile.

Andrea Daino

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