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La riscoperta della vita

“La vita è una cosa seria, molto spesso tragica, qualche volta comica…” (C. M. Cipolla). L’incipit ha inteso far riflettere i nostri ragazzi sul significato della vita per scoprire di quale tono si colora il loro animo. Le note sono malinconiche perché profonda è la loro sensibilità che spesso si cela dietro l’apparente superficialità del vivere quotidiano. La storia di Gabriele è la storia della riscoperta dei valori sani della vita. Come lui, tanti ragazzi si comportano in modo temerario perché così sperano di poter trovare più facilmente un posto nel mondo, salvo poi scoprire che la parte che hanno scelto per stare in equilibrio sulla scena non è facile da interpretare, ma soprattutto è difficile da vivere. Inneggiamo alla gioiosa riscoperta del senso etico della bislacca, ma incantevole vita! Caterina Stallone

La vita di Gabriele lo dimostra: un ragazzo ventitreenne che era solito curarsi poco delle conseguenze delle sue azioni, per molti anni era vissuto nella rabbia, prepotente e avaro di affetto. Poi un giorno qualcosa mutò per sempre il suo stato d’animo e il suo comportamento.

Riscoperta-vita

Sin da piccolo era stato un bambino introverso, poi dall’età di dieci anni in poi cominciò a manifestare segni di prevaricazione verso i suoi coetanei e i bambini più piccoli, a rubare e compiere atti di vero e proprio vandalismo. A nulla servivano le innumerevoli sedute dallo psicologo propinate dalla sua famiglia, il suo modo di fare restava sempre uguale anche perché provava un certo piacere nell’essere tale nonostante questo non gli facesse avere tanti amici. Insomma, non gli importava di nulla e di nessuno. Tutto cambiò quando una sera cominciò ad avvertire un forte dolore nella parte alta del ventre. I genitori, spaventati, lo portarono al pronto soccorso. Inizialmente i medici non furono in grado di emettere una diagnosi precisa, ma in seguito dopo una serie di visite, analisi, risonanze magnetiche ed ecografie, a Gabriele il pomeriggio del 21 dicembre 2012 fu diagnosticato un tumore maligno al fegato. Quella sera, secondo delle profezie dal gusto leggendario, sarebbe finito il mondo, il suo, di mondo, invece, stava per cambiare per sempre e non era di certo una leggenda. I medici gli diedero un mese di vita: il tumore era già in uno stato avanzato. E’ questa una particolare caratteristica di questa malattia che non si manifesta se non quando generalmente è ormai troppo tardi. In quel mese, Gabriele ripensò a tutta la sua vita, a tutte le cose che aveva fatto, e si pentì, si pentì veramente. Era troppo tardi! Il mese passò e successe un evento che spiazzò tutti: Gabriele non morì. I valori tornarono lentamente normali e il decesso non avvenne. Il motivo di ciò è tuttora ignoto. Gabriele non seppe neanche chi ringraziare: Dio, i medici, qualche angelo custode? Dopo quell’accaduto non diede più nulla per scontato, si scusò con molte delle persone che aveva fatto soffrire, e ancora oggi, ogni sera, prima di addormentarsi, ripensa a ciò che è accaduto e a quanto sia fortunato a essere ancora vivo. Ora Gabriele occupa i suoi pomeriggi nelle associazioni di volontariato ad aiutare le persone più bisognose di lui, perché la vita è davvero un regalo meraviglioso da custodire e valorizzare in ogni istante.

Nicolas Guarini

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